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venerdì 3 luglio 2020

SOFFRITTO PRONTO ALL'USO

Ciao a tutti,
ecco un 'idea per avere il soffritto porzionato e pronto all'uso.
Invece di tagliuzzare finemente ogni volta le verdure o peggio comprare preparati al supermercato, possiamo considerare l'idea di tagliare in una volta sola molta verdura (ottimo se la troviamo in offerta dal fruttivendolo) e congelarla in comodi cubetti.

E' tutto molto semplice e non ci porterà via molto tempo:

Tagliare le verdure (anche con l'aiuto del frullatore).

Mescolarle insieme in uan terrina in modo da creare un composto omogeneo.

Disporre il soffritto nei cubetti per congelare l'acqua o altri piccoli recipiendi, pressando bene.

Dopo qualche ora sformare i cubetti e riporli in un sacchetto ( o contenitore) chiuso ermeticamente.
A questo punto sono pronti ad essere utilizzati quando più ci pare.

Il mio personale soffritto è fatto da due parti di cipolla, una di carota, una di sedano e mezza di aglio.

Ah dimenticavo! Un consiglio spassionato : o lavate molto bene i recipienti che utilizzate per congelare il soffritto , o li adoperate solo per questa pratica (utilizzandoli magari anche per pesti, sughi... tutte le preparazioni salate liquide che ci è comodo avere in singole porzioni) ... 
Non è bello avere i ghiaccioli d'acqua che sanno di cipolla ^-^ ! La plastica è un materiale carogna che assorbe gli odori (e le sostanze).

lunedì 29 giugno 2020

TARTELLETTE GELATO

Ciao a tutti,

se siete alla ricerca di un dolce goloso, sano e fresco .. Siete nel posto giusto.
In via sperimentale alcuni giorni fà ho provato ad abbinare la base del mio frollino perfetto a una crema che resistesse al congelatore non diventando ghiacciata ma conservando la sua consistenza cremosa; a questo scopo la pasticcera vegana non è l'ideale.

Ingredienti per la base biscotto (circa 12 pezzi diametro 6 cm):

- 200 gr di farina semi integrale
- 1 cucchiaio di zucchero di canna integrale
- 30 gr di olio di girasole spremitura a freddo
- un pizzico di bicarbonato
- latte vegetale di riso (o anche semplice acqua)

Ingredienti per la crema:

- 80 gr di anacardi ammollati da qualche ora
- 4/5 datteri denocciolati
- qualche cucchiaio di latte di cocco o altro latte vegetale
- un pizzico di vaniglia in polvere (opzionale)


In una terrina unire la farina, lo zucchero, il bicarbonato, l'olio e impastare per distribuire bene quest'ultimo, unire il latte vegetale poco alla volta, quanto basta (circa 80 gr) per avere un risultato compatto e ben manipolabile : una frolla.

Lasciare riposare coperto una ventina di minuti (questo passaggio non è indispensabile ma fortemente consigliato).

Preparare la crema: frullare gli anacardi, i datteri, la vaniglia unendo poco per volta il latte di cocco. Dovrete ottenere una crema morbida, compatta e goduriosa... A me ricorda il mascarpone per fare un parallelo onnivoro, ma essendo più di dieci anni che non ne mangio il mio ricordo potrebbe essere poco veritiero. Assaggiate e valutate se è il caso di aggiungere un altro dattero o il vostro dolcificante scelto. Lo strumento ideale per ottenerla per me è il mixer, ma credo che anche un frullatore a immersione possa cavarsela.

Stendere l'impasto a circa un centimetro e mezzo, e tagliare dei cerchi che disporremo in pirottini.
Per accogliere la crema è necessario ci sia un bordo, un disco di pasta non è sufficiente.
Cuocere a 180°C per circa 12- 15 minuti.

Quando l'involucro di pasta sarà freddo inserire la crema e porre in congelatore per un paio d'ore.

Per averli della consistenza perfetta all'assaggio basta tirarli fuori 5 minuti prima dal freezer, il tempo che venga su il caffè dalla moka!


lunedì 8 giugno 2020

SCHIACCIATINE MEDITERRANEE

Ciao a tutti,
ecco una ricetta semplice che piace davvero a tutti.
Si tratta di sfoglie al gusto di pomodoro e origano, ottime come merenda, per spalmarci creme salate e dà sgranocchiare un pò in tutte le situazioni.

Ingredienti:
- 200 gr di farina semi integrale ( o anche integrale)
- 5 gr di sale fino integrale
- 15/20 gr di olio extravergine di oliva
- due cucchiai di origano secco sminuzzato
- un cucchiaio scarso di aglio in polvere
- un pizzico di peperoncino
- un pizzico di bicarbonato
- passata di pomodoro liscia

Unire in una terrina gli ingredienti secchi mescolandoli, aggiungere l'olio e cominciare a lavorare con le mani l'impasto per spargere uniformemente l'unico liquido aggiunto.
Unire la passata sino a che non avremo formato un impasto ben omogeneo morbido, ma sodo, un pò come quello della pasta fresca fatta in casa. Si può anche scegliere di mettere metà acqua e metà salsa di pomodoro per avere un gusto meno pieno. Lavorare per qualche minuto.
Se abbiamo tempo facciamo riposare l'impasto 15-20 minuti coperto, altrimenti procediamo a stenderlo.
Io lavoro con la macchinetta per la pasta perchè ottengo con poco sforzo sfoglie sottili e tutte uguali (imposto lo spessore medio); ma nulla vieta di procedere col mattarello.
Tagliare quadrati, strisce, rettangoli, tondi, stelline o la forma che volete dare alle schiacciatine e volendo punzecchiatele con la forchetta.
Infornare a 180 °c modalità ventilata per circa 10-15 munti. Ovviamente dipende dallo spessore dato, tenetele d'occhio e fate in modo non siano troppo colorate o saranno terribilmente secche.

In contenitore ermetico si conservano una settimana o più.

venerdì 5 giugno 2020

LIEVITO ISTANTANEO (VERSIONE MIGLIORATA E CONSERVABILE)

Ciao a tutti,

qualche tempo avevo parlato qui di un lievito istantaneo (per torte, biscotti e torte salate) da fare in pochi secondi a casa con pochissimi ingredienti : limone o aceto e bicarbonato.

Oggi dopo svariate ricerche (anche supportata da fonti di esperti che spiegano cosa funziona e cosa non funziona chimicamente) sono arrivata alla ricetta per il lievito istantaneo secco che si può conservare in vasetto (o altro recipiente che chiuda ermeticamente) per un sacco di mesi e lavora anche un pò meglio di quello più "rustico" che vi avevo suggerito; che comunque sia rimane validissimo.
Ovviamente non vi salti in mente di farci il pane, lì serve ben altro!

Ingredienti per un vasetto:

- 35 gr di bicarbonato di sodio
- 35 gr di amido di mais o fecola
- 30 gr di acido citrico

Mescolate le tre polveri in un contenitore in modo la miscela sia perfettamente omogenea. Risulta molto utile mortaio e pestello ( o anche un cucchiaino usato sul dorso).

Utilizzare 10 gr di polvere per 200 gr di farina.

Avere l'accortezza di unirlo alla fine nelle ricette più morbide (come le torte soffici), e infornare dopo poco quelle dove andrà unito all'inizio agli ingredienti secchi per distribuirlo meglio (come biscotti o frolle).
Ovviamente conservare in dispensa ben chiuso.

venerdì 1 maggio 2020

FINTI CAPPERI DI TARASSACO

Ciao a tutti,

questa è la stagione perfetta per andare in giro tra i campi (mi raccomando in luoghi non contaminati) a raccogliere i boccioli di tarassaco.
Purtroppo in questo periodo di quarantena non tutti potranno farlo, ma confidando nella fortuna e nelle istituzioni, a volte un pò come negli unicorni che sfrecciano in cielo, mi auguro la situazione diventi più vivibile per tutti.

Tornando alla fantastica pianta del tarassaco, dalle proprietà ben note fin dall'antichità diuretiche e depurative, ricca di vitamine e minerali, possiamo davvero inserirlo in molti modi nei nostri piatti. Ad esempio mangiandone fiori e foglie tenere in insalata, spadellando foglie e fusti più adulti come si fà per la catalogna, friggendone i fiori in pastella, ecc..

E' importante non strappare le piante ma tagliarle,in modo possano ricrescere oltre che (ovviamente) prendere solo il necessario senza sprecare.

Oggi ci mettiamo di impegno e raccogliamo i boccioli non esplosi dei fiori (che di solito si trovano alla base della pianta) e li mettiamo sotto sale o in salamoia per consumarli come i capperi (i fiori di).
Quelli perfetti sarebbero piccolissimi e perfettamente chiusi, ma secondo me vanno bene anche quelli che hanno già aperto le foglioline alla base (vedi foto sotto).

Una volta raccolto una buon numero di boccioli sciacquiamoli bene e tamponiamoli con un canovaccio di cotone.

Ora possiamo conservarli in due modi :

- Sotto sale: Pesare i boccioli e un ugual quantità di sale, mescolare in una terrina in modo da rendere la miscela omogenea e inserire in vasetti puliti. Si conservano a lungo.
Io ho utilizzato questo metodo l'anno scorso e sono ancora perfetti. Ovviamente vanno sciacquati prima dell'utilizzo.

- Salamoia: Far bollire 50/60 gr di sale per litro d'acqua, una volta sciolto aggiungere i boccioli e farli sobbollire per circa un minuto.
Filtrare i fiori, metterli in un barattolo e coprire con la salamoia. Una volta freddi si conservano in frigorifero per almeno qualche settimana.
Penso che volendo conservarli in dispensa, si possa eseguire lo stesso procedimento con l'accortezza di usare vasetti sterilizzati, metterli ancora bollenti a testa in giù e una volta raffreddati girarli, assicurarsi abbiamo preso il vuoto, e porli in un luogo fresco e al buio.
Non ho mai provato con i fiori, ma utilizziamo questa tecnica a casa per le verdure in agrodolce e funziona.



lunedì 16 marzo 2020

CREMA PASTICCERA VEGAN DI MAVI


Ciao a tutti,

crema pasticcera con cous cous
La meravigliosa Mavi, mi ha insegnato tramite la condivisione delle sue ricette, questa fantastica versione della crema pasticcera. Un altro mondo rispetto alle creme classiche addensate sul fornello.

Ingredienti: 
- 1 parte di cous cous
- 2 parti di latte vegetale (io suggerisco quello di riso) o acqua
- dolcificante (qualche dattero o malto o sciroppo di cereale)
- buccia di limone o vaniglia in polvere (non vanillina)
- un micro pizzico di curcuma

Come vedrete gli ingredienti non sono per nulla precisi, io non ho mai pesato nulla per prepararle perchè è una crema anarchica. Ci lascia piena libertà sulla densità, sul livello di dolcezza e anche su quando farla sapere di limone (o vaniglia). E' facilissima!

Scaldare la bevanda veg e prima del bollore versarla sul cous cous e i datteri a pezzetti, coprire e far idratare per bene il cereale. Quando sarà gonfio e la temperatura scesa, frullare con un mixer o un frullatore a immersione e aggiungere ancora latte se serve, buccia di limone (e/o vaniglia) e curcuma. Se volete dolcificare con sciroppo o malto aggiungetelo ora, per gradi fino a ottenere il gusto desiderato (si, è un'ottima scusa per assaggiare!)
La crema ottenuta si conserva in frigo per qualche giorno, è perfetta da spalmare ma anche da usare come farcitura di vari dolci.

lunedì 24 febbraio 2020

PASTA FRESCA VEGAN


Ciao a tutti!

Oggi ci facciamo in casa tortelli, ravioli, anolini,ecc (come dice qualcuno "Voi in Emilia li chiamate ogni 10 km con un nome diverso")...Senza uova, senza carne, senza formaggio..
Insomma senza sofferenza animale,ma senza provarci di qualcosa di sano e goloso.
Ne avevo già parlato anni fà qui, ma oggi sarò molto più precisa.

Si, in commercio si trova sia pasta fresca che ripiena vegan già bella e pronta, ma spesso cari e nei discount di fattura discutibile. 
Quindi perchè non provare con pochi ingredienti a farci il nostro cibo da soli? 



Partiamo dalla pasta; per due/tre porzioni abbondanti occorrono:

- 200 gr di farina (io cosiglio grano duro integrale o semi integrale, ma la ricetta riesce anche col grano tenero)
- 100 ml circa d'acqua
- 1 cucchiaio di olio evo
- un pizzico di curcuma (facoltativo, solo per ingiallire la sfoglia)

Mescolare farina,curcuma, olio e per ultima aggiungere gradualmente l'acqua. Lavorare l'impasto una decina di minuti sino ad avere una palla elastica, omogenea e compatta.
 Lasciare riposare coperta una ventina di minuti, sarà più facilmente lavorabile.

Io trovo sia più utile e comodo preparare i ripieni in anticipo, in modo che nel momento in cui si andrà a formare la pasta ripiena, il lavoro sia più rapido (visto che già non è una cosa veloce ...).

Considerando che si sporca abbastanza (farina ovunque) e, come dicevo, il lavoro è un pò impegnativo noi cerchiamo di prepararne tanta, magari con ripieni diversi e poi la conserviamo in freezer. Prima congelando i ravioli singoli su un vassoio e successivamente confezionati in sacchettini o vaschette porzionati. Quando ci andrà un piatto di tortelli basta tuffarli (ancora congelati) in acqua bollente leggermente salata per circa 3 minuti.

Su una spianatoia infarinata stendere la sfoglia con l'aiuto della macchinetta per la pasta (o se siete folli con in mattarello), trovare lo spessore di vostro gusto (noi di solito stiamo alla tacchetta 3), troppo spessi non sono gustosi, troppo sottili rischieranno di aprirsi in cottura.

Fare delle belle sfoglie, porre cucchiaini di ripieno (mi raccomando freddo e ben compatto) equidistanti nella parte inferiore, con un dito o meglio un pennello da cucina inumidire con acqua i lati attorno al ripieno e risvoltare la parte superiore della pasta verso il basso, facendo uscire tutta l'aria e sigillare i contorni dei singoli ravioli.
Se fosse rimasta qualche bollicina d'aria, fate un forellino con uno stuzzicadenti e poi richiudete con una leggera pressione delle dita. Ora basta con uno stampino o con una rotella ritagliare i nostri tortelli e disporli su un vassoio infarinato.

La stessa pasta si può utilizzare per tagliatelle, pappardelle, sfoglie per lasagne, cannelloni o maltagliati. Se volete conservarla ricordate di farla seccare alla perfezione (magari con l'aiuto di un essiccatore o il forno molto basso) per evitare brutte sorprese di muffe.

Idee per i ripieni?
Ricotta veg/tofu e spinaci/erbette/ortiche, funghi e patate, zucca, ragù vegetale, carote e timo, zucchine e prezzemolo, fave e anacardi... Come al solito le cose che ci facciamo noi hanno un'infinita gamma di possibilità.




venerdì 22 novembre 2019

TISANA RELAX (MISCELA AUTOPRODOTTA)


Ciao a tutti!

Oggi vi dico come compongo la mia miscela da bere prima di andare a letto, in queste sere freddine ci vuole proprio!
 Ho cercato di creare una sinfonia di sapori che stessero bene insieme e rilassassero l'organismo, per accompagnarlo al riposo, dopo una lunga giornata.

Per voi potrebbe essere solo uno spunto, non siete obbligati a mettere tutti gli ingredienti e potete fare delle sostituzioni (indico in fondo alcune piante che hanno ugualmente proprietà rilassanti e distensive).. E' il bello del fai da te, produciamo qualcosa che sia perfetto per noi!


Un'altro spunto interessante è guardare gli ingredienti delle nostre tisane preferite e ricrearcele a casa.

Ma vi chiederete : "Allora perchè non acquistare più tisane da supermercato ?" Qui, dove parlo del masala chai tea, spiego tutto!

Miscela "buona notte" :
(per 100 gr di tisana .. tantissima!)

- 30 gr escolzia
- 20 gr melissa
- 10 gr di fiori di arancio (meglio dolce)
- 5 gr di fiori di lavanda
- 15 gr di biancospino (da usare moderatamente se avete la pressione bassa)
- 20 gr di fiori di tiglio

Sostituzioni o aggiunte:
Menta (se volete un tocco balsamico), valeriana, passiflora, camomilla, verbena, fiori di luppolo..

Potete trovare le erbe che vi servono in erboristeria sfuse (e fare direttamente il mix che volete, avvalendovi della professionalità della vostra erborista di fiducia che saprà consigliarvi molto meglio di me).

Un cucchiaio per una tazza d'acqua bollente in infusione per almeno 10 minuti
Dolcificare a piacere, se potete optate per qualche fogliolina di stevia o lippia dulcis in quanto lo zucchero, il malto e lo sciroppo sono sostanze energizzanti che poco si confanno con lo scopo :)

Sonni sereni a tutti!

venerdì 1 novembre 2019

PREPARATO PER MASALA CHAI TEA

Ciao a tutti!

Nella stagione autunno inverno adoro bere the e tisane caldissime. Sono freddolosa ed è un ottimo modo per riscaldarsi e rilassarsi.

Da qualche tempo ho abolito le bustine preconfezionate (ho notato che alcuni marchi addirittura imbustano in plastica ogni singolo filtro), e faccio da me le miscele. Per rendere il tutto più semplice ho acquistato qualche filtrino apposito in acciaio da riutilizzare pressochè all'infinito.
Erbe, spezie, the li prendo sfusi nei negozietti, nei banchetti dei mercati o in erboristeria. Qualcosa riesco anche ad autoprodurmelo con le aromatiche dell'orto semplicemente essiccando e ponendo in barattoli di vetro (ad esempio lavanda, melissa, menta, rosmarino, calendula).

Tutto è iniziato poichè ho scoperto che i filtri monouso di the e tisane spesso non sono biodegradabili (info da ricercare sulla confezione). Come credo molti, mi sono sempre limitata a strizzare il sacchettino e buttarlo nel bidone del rifiuto organico ignorando completamente la possibilità che non fosse compostabile... Ma pensandoci.. Se fosse semplice carta una volta tuffato in acqua bollente si romperebbe. A oggi sicuramente qualche ditta avrà pensato a materiali alternativi e biodegradabili, ma rimangono comunque una piccola parte, aggiungiamo poi tutte le confezioni esterne (produzione, spedizione e smaltimento), le energie consumate per far funzionare i macchinari... E ciliegina sulla torta il costo al kg (molto maggiorato nella versione bustine usa e getta rispetto allo sfuso o a confezioni più grandi non monoporzionate).
L'unico vantaggio è come sempre avere il prodotto già pronto e comodo senza sbattimenti. A ognuno le sue scelte, come sempre.

Tornando all'argomento, oggi pubblico la mia miscela per un meraviglioso masala chai tea, bevanda speziatissima indiana tradizionalmente servita dolcissima e fumante, con aggiunta di latte.
Io non amo le cose superdolci e la trovo ottima al naturale con l'aggiunta di un goccino di latte di riso.

Ingredienti per la miscela:

- 2 parti di the nero (ottimo l'english breakfast)
- 1 parte di cannella
- 1 parte di cardamomo verde
- 1 parte di zenzero essiccato
- 1 parte di semi di finocchio
- 1/2 parte di chiodi di garofano
- 1/2 parte di noce moscata
- 1/2 parte di anice stellato (o anice classico)
- 1/4 di parte di pepe nero o bianco

L'ideale sarebbe avere tutte le spezie intere (non in povere) per poterle frantumare grossolanamente con un mortaio o con qualche pulsazione di mixer. Ma se le avete il polvere la miscela si può ugualmente fare .. Da considerare solo che rimarrà un pò di fondo sulla tazza (poichè la polverina sfugge dal filtro).. Ma non è la fine del mondo!

Le spezie necessarie mi rendo conto sono parecchie, ma se vi manca qualcosa o non amate qualcosa, potete omettere e crearvi il vostro personalissimo chai tea.
Io da amante delle spezie in genere, e della cucina indiana in particolare le ho tutte... Ma comprarle, solo a quasto scopo, non sò quanto convenga... Allora molto meglio cercare un'ottima miscela completa sfusa su una bancarella o anche in un bazar etnico.

Preparazione:
Frullare grossolanamente le spezie e il the, far raffreddare qualche minuto (le lame tendono a scaldare) e mettere tutto in un barattolo chiuso ermeticamente.
La dose è un cucchiaino colmo per ogni tazza di acqua bollente, infusione 3-4 minuti.
A questo punto dolcificare a piacere e aggiungere il vostro latte vegetale preferito.

Un'altra ottima variante è aggiungere dopo aver tolto il filtro un cucchiaino di cacao. Superlativo! Otteniamo così lo stesso sapore di una miscela molto nota prodotta da un'azienda leader di the e tisane bio.

lunedì 26 agosto 2019

3 IDEE PER UTILIZZARE L'OKARA (DI SOIA)


Ciao a tutti!

Tempo fà parlando di latte vegetale (o bevanda vegetale per i precisetti) autoprodotto, abbiamo accennato fatto che non si butta niente e oggi vi dò qualche esempio di come riutilizzare l'okara (buccia) in questo caso di soia.

Nell'opera di filtraggio del liquido ci ritroveremo con una bella quantità di polpa nel colino, ecco 3 idee per utilizzarla:


Crackers di soia e frumento

ricetta con scarto okara, grissini scarto latte soia
- 100 gr di okara
- 100 gr di farina di grano tenero integrale (o un altra farina a vostro gusto, anche senza glutine)
- un pizzico di sale
- 1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
- 100 ml circa d'acqua
- semini, aglio in polvere, erbe aromatiche (quello con cui volete aromatizzare, altrimenti lascateli al naturale che sono comunque ottimi)

Mescolare gli ingredienti secchi poi unire l'olio e l'acqua sino a ottenere un impasto omogeneo e compatto. Andate adagio ad aggiungere l'acqua poichè la quantità dipende anche da quanto umida è la vostra okara. Stendere delle sfoglie abbastanza sottili con l'aiuto di un pò di farina e il mattarello.
Cuocere al forno per circa 15 minuti a 180°C in modalità ventilata.



Tartufi dolci alla frutta secca e okara

tartufi vegani con scarto latte soia- qualche cucchiaio di okara
- qualche cucchaio di frutta secca tritata finemente (mandorle, noci, nocciole,ecc..)
- 1 cucchiaio di malto (o un cucchiaio di uvetta o 3 datteri ammollati e frullati)
- un pizzico di cacao e di cannella
- un cucchiaino di vino Porto o Marsala

Le dosi di questa ricetta sono totalmente a occhio in quanto preferisco farne sempre dosi piccole poichè devono essere conservati in frigo per pochi giorni. Altrimenti, se ne fate tanti, meglio congelare. 
In pratica, unire tutti gli ingredienti, trovare la giusta consistenza (morbida ma manipolabile) e formare delle palline o utilizzare dei piccoli stampini . Riporre in frigo per qualche ora prima di consumare in modo si compattino.
Il mio esempio di aromatizzazione vuole ricordare in qualche modo il gusto del cannolo siciliano.
Ma ovviamente potete farli come più preferite (vaniglia, cacao, carruba, ecc ..)




Polpette di okara e ortiche

polpette con scarto latte soia- 100 gr di okara
- 2 cucchiai di parmiveg (o anacardi tritati o lievito alimentare)
- Una manciata di ortiche al vapore frullate sottili (o anche biete, spinaci, erbette miste)
- sale, pepe, olio
- pangrattato

Impastare l'okara con le ortiche, aggiungere il parmiveg, regolare di sale e pepe. Unire un filo d'olio.
Se l'impasto vi sembra troppo morbido o le volete più fragranti aggiungere qualche cucchiaio di pangrattato. A questo scopo anche una patata lessata e schiacciata è ottima (giusto per da un'idea gluten free).
Dorare in padella o al forno (gratin) per una decina di minuti.
Nella foto li ho realizzati con carote e patate, ma ovviamente le combinazioni sono infinite.








Un'altra idea jolly è quella di essiccare l'okara di soia (nell'essiccatore o in forno a bassissima temperatura e sportello un pò aperto) e conservarla in dispensa...
Oppure darne qualche cucchiaio ai vostri animali più o meno domestici :)





lunedì 19 agosto 2019

GRANOLA CROCCANTE FATTA IN CASA


granola sana, croccante, con frutta secca Ciao a tutti !

Oggi ci facciamo in casa una golosissima granola. Lo sò la vendono già bella e pronta.. MA è piana di zuccheri e costa parecchio nella maggior parte delle volte. Così perchè non sperimentare a casa qualcosa di semplice e gustoso e ... personalizzabile.

Ingredienti:
- avena o mix per muesli (senza zuccheri o schifezze)
- frutta secca : mandorle, nocciole, noci, anacardi, pecan, semini ... quello che avete a casa o vi và
- frutta essiccata : cocco, uvetta, datteri, prugne, albicocche...
- malto/ sciroppo d'agave/ sciroppo d'acero* (facoltativi)

In una terrina mettere l'avena o il muesli in quantità generose (almeno due tazze), la frutta secca tagliuzzata grossolanamente e se volete spezie (esempio cannella o zenzero) o bucce di agrumi (rigorosamente non trattate). Aggiungere circa un paio di cucchiaio di sciroppo o malto e lavorare con le mani fino a che non l'avremo sparso bene e si saranno formati dei micro o macro (dipende da l risultato che ci piace) pezzettoni che diventeranno croccanti.
*Ho messo quest'ultimo ingrediente come opzionale perchè lo si può sostituire con frutta essiccata frullata fino ad avere la consistenza di una crema densa o della mela o della banana frullata (senza aggiungere acqua).

granola muesli croccante crudista sano zero zuccheri aggiuntiOra disporre nell'essiccatore a 45/50°C  per un paio d'ore, avendo cura di tanto in tanto (un paio di volte) di andare a rigirare con le mani un pò il composto e rompere i pezzi troppo grandi.
Se non si dispone di un essiccatore utilizzare il forno al minimo in modalità ventilata stando attentissimi a non bruciare tutto.

Tirare fuori la granola, farla raffreddare e aggiungere la frutta essiccata o anche il cioccolato a piccoli pezzi. Si conserva in un vaso ermetico per molto tempo.

Ottimo sullo yogurt, sul gelato, sulla frutta fresca.



lunedì 29 luglio 2019

LIEVITO MADRE


come conservare e utilizzare il lievito naturaleCiao a tutti!

Il lievito madre è un alleato con cui però occorre fare amicizia; solo perchè si chiama lievito non è come quello di birra fresco o quello secco in bustina e nemmeno come il finto lievito madre secco dei banconi del supermercato.
E' un alimento vivo che và nutrito, và conservato a dovere, a cui occorre dare tempo per lavorare.
E' un alimento naturale che non è niente altro che acqua e farina che fermenta (tanto semplice quanto magico), che non dobbiamo comprare ogni volta che dobbiamo cucinare un lievitato, che si mantiene più digeribile, che possiamo gestire a nostro piacimento rendendolo più o meno forte e che non inquina poichè non ha confezioni o lavorazioni chimiche o marchi ..Ed è pure gratis *.

*Io sinceramente sconsiglio di farselo in casa da zero, poichè ci vuole tempo per raggiungere una maturità gestibile e si rischia di accumularne troppo per il normale consumo domestico. Meglio conoscere una persona nella nostra zona che ce ne darà volentieri un pezzetto, qui la mappa dei contatti. Sono davvero tanti ormai gli spacciatori/spacciatrici di pasta madre!

Una volta ottenuto il nostro pezzetto di lievito desideroso di panificare possiamo iniziare a conoscerlo.
Per mantenere vivo e attivo il lievito occorre quello che in gergo è detto "rinfresco" che consiste nell'aggiunta di farina nello stesso peso del panetto iniziale e metà peso in acqua. Quindi se ho 70 gr di lievito da rinfrescare, unisco 70 gr di farina e 35 gr di acqua circa. Si scioglie la parte di lievito madre con l'acqua e si aggiunge poi la farina, impastando sino a ottenere una palla di una consistenza morbida e omogenea. Io aggiungo sempre qualcosina in più d'acqua perchè mi piace più morbido e idratato. Un pò più molliccio insomma.
Dopo di che si lascia a temperatura ambiente per un tempo che và all'incirca dalle tre alle otto ore. Tre ore in piena estate, otto magari in inverno nel caso aiutato da un ambiente protetto e leggermente riscaldato come potrebbe essere il forno chiuso con la lucina accesa.
Il momento perfetto in cui utilizzare il lievito è quando è cresciuto circa di due volte e mezzo. Quindi è molto utile farlo lavorare in un contenitore alto di vetro trasparente (esempio un vecchio barattolo), coperto ma non sigillato;per verificare l'effettiva crescita.
Il tempo della lievitazione della pasta madre non c'entra con la lievitazione della preparazione che vogliamo fare (pane, pizza, panettone, ecc..) ; è tempo ulteriore che dovremmo considerare per la nostra preparazione.
Le farine con cui possiamo fare il rinfresco sono molte. Se vogliamo un lievito più forte utilizzeremo farine più "glutinose" come la farina manitoba, la 0, la 00... O farine considerate forti in cui è espressa la forza sulla confezione con la W (che sinceramente non conosco e non voglio nemmeno conoscere in quanto le trovo inutili se non dannose), se vogliamo utilizzare farine più pesanti ( meno forti poichè ricche di fibre e altri nutrienti oltre agli amidi di cui si cibano i batteri del nostro lievito) come l'integrale o la semi integrale dovremmo rinfrescare un pò più spesso e aspettarci un lievito un pochino meno efficace. Tutto dipende dalla preparazione che vogliamo fare e dalle aspettative che abbiamo. Qui ho parlato di farine di frumento ma tutti i cereali sono idonei. Io una volta, sbagliando, ho usato la farina di riso integrale... Ed è lievitato comunque perfettamente.
Non trovo molta soddisfazione personalmente a utilizzare farine raffinate e molto lavorate solo per vedere grandi bolle nell'impasto e avere quel sapore gommoso e finto che tutti noi bene conosciamo delle normali pizzerie, preferisco meno "effetti speciali" ma avere gusto e sostanza.
 Poi a ognuno le sue scelte (l'importante è sapere poi si è totalmente e realmente liberi).

Come  conservarlo? Io consiglio di conservare le eccedenze (intendo dopo rinfresco e utilizzo) in frigorifero; cosa che ci permetterà di rallentare il suo lavoro per circa una settimana (settimana in cui possiamo evitare di mantenerlo vivo e quindi effettuare rinfreschi).
In teoria si potrebbe anche conservare fuori frigo ma occorrerebbe effettuare rinfreschi circa una volta al giorno... Quindi o siete panettieri e fornai o in breve tempo ne avrete un quantità esorbitante.

In che quantità si utilizza? Intorno al 20/30 % sui grammi di farina (esempio 200 gr di farina 40/60 gr lievito madre). Nelle ricette quando si dice "lievito madre" o "pasta madre" si intende sempre rinfrescato (a meno che non venga specificato).

ricette esubero pasta madre, scarto lievito naturaleCi sono molto ricette in cui si possono utilizza i cosiddetti "esuberi" di pasta madre; ovvero la parte non utilizzata del lievito che diventa troppo per rinfrescarla la volta successiva.
Io solitamente rinfresco al massimo 60/80 gr di pasta acida (che raddoppierà o poco più con durante il processo) e con la rimanenza faccio ricette semplici e veloci che non richiedono lievitazione come grissini o schiacciatine; giusto per non buttare acqua e farina. Amalgamo circa una parte di lievito, una parte di farina e aggiungo gli altri ingredienti (olio, sale, acqua, ecc...)

L'esperienza e le note delle ricette ci faranno capire quanto deve essere forte il nostro lievito per avere delle buone realizzazioni, se occorre effettuare più rinfreschi (dando ulteriore forza al lievito), se il lievito deve essere più o meno liquido, ecc..

E' molto importante annusare il nostro vasetto di lievito per riconoscerne l'acidità quando è vecchio (sà tipo di aceto) e il profumo di farina quando è appena rinfrescato.
Esistono anche i licoli. Pasta madre allo stato liquido. Io di questo non ne so molto e non saprei dare indicazioni, in quanto mi trovo molto bene con il panetto. Se avete nozioni in merito sono sempre ben accette !

Arrivata questo punto per le ricette che faccio solitamente (pane, pizza , focaccia)

non trovo necessarie lunghe lievitazioni(ho sentito parlare anche di più giorni tra frigo e temperatura ambiente); generalmente 4/6 ore bastano col caldo un pò di più col freddo.

In questo post ho cercato di racchiudere tutto quello che sò sulla pasta madre, ma se avete dubbi contattatemi e cercherò di chiarirli :)






martedì 16 luglio 2019

LUPINI IN SALAMOIA FAI DA TE


Ciao a tutti!
lupini in salamoia fai da te
Avete mai assaggiato i lupini (sottovuoto o in salamoia)? Beh io li trovo molto buoni.
Sono dei legumi, mangiati spesso al sud italia come snack.. e un ottima fonte proteica, come quasi tutti i legumi hanno bisogno di ammollo e cottura...E a differenza di altri legumi, ma al simile delle olive devono essere deamarizzati prima del consumo.
A mio avviso non sono facilmente reperibili (nei negozi e supermercati) quelli di buona qualità e hanno un prezzo che non è proprio basso. dai 6 ai 10 euro al kg. Così ho deciso di comprare la materia prima secca (i lupini appunto al costo di  circa 4 euro al kg che raddoppierrano) e realizzare a casa la preparazione (idratare, deamarizzare e conservare) . Preciso subito che è un pò lunga ma per niente difficoltosa. Cosa bisogna fare?

- Ammollare i lupini secchi per 24 ore. Meglio cambiare l'acqua almeno una volta. Considerare che come tutti gli alimenti da reidratare cresceranno molto di volume, quindi utilizzare una ciotola molto capiente.

- Sciacquare sotto acqua corrente e cuocere due ore e mezzo (dal bollore con fiamma al minimo). A metà cottura cambiare l'acqua. Avrei la curiosità di provare a cuocere al vapore, qualcuno ci ha provato?

- Scolare, risciacquare in acqua fredda e mettere a mollo (sempre in acqua fredda). Ora inizia la fase lunga.
In pratica bisogna per 3-5 giorni tenere in ammollo i lupini avendo la costanza di cambiare l'acqua almeno 2-3 volte al giorno. Più spesso la si cambia e prima i lupini non saranno più amari. Occorre assaggiare.
 Se la temperatura dell'ambiente è molto calda consiglio di conservali in frigorifero durante la notte, mentre di giorno lasciarli vicino al rubinetto della cucina ci ricorderà di cambiare l'acqua.

- Quando saranno pronti prepariamo una salamoia per conservarli. Facciamo bollire 1 litro d'acqua (basta per conservare circa 250 gr di lupini secchi) con 60 gr di sale grosso. Quando quest'ultimo sarà disciolto aggiungiamo i lupini, spegniamo la fiamma e facciamo raffreddare.

- Riporre in vasi o contenitori chiusi in frigorifero. Si conservano per più di un mese ho letto, poichè io ne faccio circa 250 gr (che poi diventano circa il doppio ammollati e cotti) e non sono mai arrivati al mese.

lunedì 15 luglio 2019

TEMPEH FATTO IN CASA



tempeh fai da te autoproduzione
Ciao a tutti!

Oggi vi spiego come ho finalmente prodotto il tempeh a partire dalla soia gialla. 
Passo indietro.
Cos'è il tempeh? E' un alimento fermentato tipico in oriente che si ottiene dalla soia (no non è come il tofu)  in combinazione con un particolare fungo (rhizopus oligosporus). Si ottiene un panetto compatto dal sapore ricco (non a tutti piace). Tantissime le ricette possibili; nella foto con peperoni in agrodolce.

Ragioni per produrre il tempeh:
- Questione economica. E' un alimento abbastanza caro; molto conveniente da fare con le proprie mani. Basta pensare che nella larga distribuzione costa circa 20 euro al kg , mentre autoprodurlo (escluse le spese di energia elettrica che non saprei quantificare ma sono comunque esigue poichè i macchinari usati consumano pochissimo) arriviamo a  euro 5 al kg (500 gr di soia gialla circa 2 euro + circa 3 euro di starter) .
- Questione ambientale. Non creiamo tutto l'imballo necessario alla produzione del prodotto finito (nella maggior parte dei casi plastica sottovuoto più cartone). E voi direte:  si, ma le materie prima  che acquisto per produrmelo sono comunque confezionate... Allora però occorre considerare che i pacchetti di tempeh pronto sono da 150/250 gr al massimo, mentre con un pacco di sia gialla secca da mezzo kg o meglio ancora un kg andremmo a produrre 1 kg o 2 kg ti tempeh (come ogni buon legume raddoppia circa dopo la fase di idratazione e cottura).
- Questione morale. Oltre all'immensa soddisfazione di creare qualcosa con le nostre mani (e impegno), entriamo perfettamente in sintonia dei procedimenti che occorrono per ottenere il nostro cibo. Cosa che fin troppo spesso ci dimentichiamo quando andiamo al supermercato. Facendo una piccola azione controcorrente dove ci si è abituati ad avere tutto subito pronto al minor prezzo possibile.

tempeh fai da te autoproduzioneOra prepariamo quello che ci occorre :
Ingredienti alimentari:
- 250 gr di soia gialla (preferibilmente biologica)
- 2 gr circa di starter *
- 2 cucchiai di aceto di mele

Strumenti:
Una scatola incubatrice e un contenitore compattante (spiego nella ricetta).

- Ammollo della soia gialla. 10/12 ore.
 Durante questo lasso di tempo è preferibile cambiare l'acqua alla soia più volte. Non è indispensabile, ma appunto utile.

tempeh fai da te autoproduzione- "Sgranamento" della soia
A mio avviso unica parte noiosa del processo. In pratica, dobbiamo con un movimento sfregatorio delle dita sui semi di soia rompere la pellicina (tegumento) permettendo al legume di separarsi in due metà.
Mettiamo la soia in una terrina molto capiente coperta d'acqua, sgraniamo, cerchiamo di eliminare le pellicine aiutandoci rovesciando parte dell'acqua (tenderanno a venire a galla, o comunque stare in superficie). Ripetere più volte l'operazione sino a che tutta la soia (o la maggior parte) non sarà decorticata.
Per evitare questo processo di può acquistare della soia decorticata, alcni siti on line ho visto la vendono.
 Io preferisco utilizzare la soia integra che riesco trovare facilmente e impiegare 10/15 minuti in questa operazione.

- Cottura della soia
Mettiamo una pentola d'acqua (con la soia) sul fuoco e lasciamo bollire dolcemente per circa 30 minuti. Scolare.

- Preparazione del panetto
Sciacquare la soia, disporla su un canovaccio pulito tamponandola per renderla il più asciutta possibile. Riporla in una terrina. Quando sara tiepida (se avete un termometro da cucina circa 40°C) aggiungete due cucchiai di aceto di mete e i due grammi di starter.

Mettiamo la soia in un sacchettino (quelli per alimenti da congelatore) forato con uno stuzzicadenti su entrambi i lati (per essere precisi possiamo fare forellini circa a un cm l'uno dall'altro), poi pinzare con una graffatrice il sacchetto in modo che la soia in esso contenuta stia compatta (non fate il panetto più alto di 3 cm) . Opzione B  (che io non ho provato ma ho letto che funziona) è mettere il tempeh in una terrina ricoprirla con della pellicola per alimenti e procedere forando quella, oppure opzione C utilizzare una vaschetta di alluminio (quelle per alimenti che si usano per asporto o per la conservazione dei cibi) e forare il coperchio di cartoncino. Forare c'è da forare! 
Io continuo a cercare tecniche che includano il meno imballaggio usa e getta possibile.

tempeh fai da te cottura- Fermentazione
Ci serve un incubatrice. Un contenitore riparato che ci permetta di tenere una temperatura costante di 27/30 °C circa. Io ho utilizzato l'essiccatore con una vaschetta d'acqua sul fondo alla temperatura minima d 35°C e lo sportello un pò aperto in modo da far scendere un pò i gradi e portarmi alla temperatura ottimale.
C'è chi utilizza una yogurtiera aperta in una scatola più grande, chi la luce del forno, chi una luce da abat-jour in un contenitore. Dobbiamo trovare il modo a noi più congeniale di stabilizzare una temperatura adeguata.
Ora non ci resta che attendere la magia, in pratica aspettare dalle 24 alle 48 ore, di solito 36 sono sufficienti . Potremmo così sformare il magico panetto.
Sarà pronto quando si presenterà interamente ricoperto da una patina bianca, compatto e asciutto.

Una volta presa la pratica (e una discreta sicurezza) consiglio di fare dosi abbastanza grandi così da giustificare per bene l'impegno delle nostre cure e dell'energia elettrica utilizzate.

tempeh fatto in casa con starter














* Da questo sito (https://www.tempeh.info/starter/free-sample.php)  possiamo faci mandare una bustina campione di starter per tempeh al solo costo della spedizione. Questo ci permette di provare e valutare se la produzione del tempeh fà al caso nostro senza spendere molto.








lunedì 27 luglio 2015

PASSATA DI POMODORO FATTA IN CASA



Esatate? Pomodoro!

Secondo me è il frutto-ortaggio (che dir si voglia) che rappresenta di più questa stagione.
D'inverno mi manca da morire (ho provato anche l'acquisto vergognoso di pomodori da serra.. Ma non sanno di nulla!); pensare che anni fà proprio non riuscivo a mangiarlo perchè mi dava acidità, e io poveretto, davo la colpa a lui!

Tornando a noi, ora vi spiego come mio marito (è lui l'addetto alla passata) prepara la conserva.
Gian, uno dei pochi che a volte mi fà andare su tutte le furie, l'unico a rendermi davvero felice.

Ci occorrono:

- pentole capienti (anche una sola)
- vasetti con coperchio che fà clik-clak
- canovacci
- pomodori (io uso i peretti o quelli denominati "da conserva")
- sale
- aromi a piacere facoltativi (il basilico è superfavorito)

Partiamo sterilizzando i vasetti, ovvero:
- Li laviamo bene con acqua e sapone;

- Li poniamo all'interno di una pentola pieni d'acqua e ricoperti da acqua (anche i coperchi), dove sul fondo avremmo messo un canovaccio per evitare sbattano tra loro. Mettiamo sul fuoco e facciamo bollire dolcemente per 20-30 minuti;

- Appena sono toccabili, poniamo i vasetti a testa in giù e i coperchi sulla griglia del forno acceso al minimo sino a che non saranno completamente asciutti, non occoreranno più di 20 minuti.
Pronti!



Per la passata:


Laviamo i pomodori (i miei sono fonte di orgoglio poichè sono dell'orto... ben 4 kg di orgoglio per ora ^-^), tagliamo a pezzettoni e mettiamo nel pentolone insieme a qualche pizzico di sale.
 Se necessario si aggiunge un pò di acqua e si fanno andare un 15- 20 minuti. Ora con il fedele frullatore a immersione tritiamo grossolanamente i pomodori.
 Noi non siamo della scuola di togliere la pelle e poi andare di passino, facciamo che semplifichiamo. Ora và molto a gusto personale, nel senso che la passata è pronta quando ci pare abbastanza densa. Noi facciamo cuocere circa altri 20 minti, sempre mescolando ogni tanto.
Riempiamo i vasi con la salsa e chiudiamo (aggiungendo se vi piace quanche foglia di basilico prima di avvitare il tappo), li poniamo ancora all'interno di una pentola rivestita con il povero canovaccio, riempiamo di nuovo d'acqua in modo che i vasi siano sommersi.
Ancora sul fuoco a bollire per una ventina di minuti.
Estraiamoli più caldi che riusciamo e li poniamo a testa in giù fino a completo raffreddamento.


Una volta freddi (ci vorrà tempo) verifichiamo che abbiamo preso il vuoto, altrimenti se qualche vaso fà ancora click clack basterà porlo in frigorifero e utilizzarlo entro 3-4 giorni.

E' davvero semplice, ma innegabile che occorre tempo ! Ma che soddisfazione, tutta un altra cosa
da quella industriale!

passata pomodoro fatta in casa facile




martedì 10 marzo 2015

MARMELLATA DI ZUCCA

marmellata zucca fatta in casa vegan
Buondì!

Ultimo periodo per godersi a pieno la stagionalità di uno dei miei alimenti preferiti : LA ZUCCA.
Iperversatile nel dolce e nel salato, ottima per essere utilizzata dai piatti basici a quelli elaborati.
Mi stuzzicava l'idea di ricavarne una marmellata, considerando la cremosità del frutto già di per sè.
Per prima ho provato questa ricetta, che ha davvero un gusto piacevole ma la trovo più adatta ad accompagnare piatti salati più che una confettura vera e propria.
La settimana scorsa sfogliando un quotidiano della mia città... L'ho trovata... E' LEI!
La condivido con voi poichè è davvero squisita.
Io la uso sulle gallette la mattina, m anche su una crostata penso farebbe faville. Bando alle ciance, ecco la ricetta:

- 1 kg di zucca pelata e tagliata a tocchetti
- 2 arance non trattate
- 1 limone non trattato
- 370 / 400 gr di zucchero di canna grezzo
- 1 bacello di vaniglia
- un pizzico di noce moscata
- acqua

Mettiamo in una casseruola la zucca tagliata a tocchetti, le buccie delle arance e del limone (tagliata con un pelapatate), le arance tagliare a pezzi (meglio se riuscite a togliere la parte bianca che risulta amara), la vaniglia incisa a metà,  la noce moscata e lo zucchero. 
Mescoliamo bene, mettiamo sul fuoco aggiungendo poca acqua in modo da far "sfaldare" la zucca senza rendere il tutto troppo brodoso.  Quando è bella morbida (dopo al massimo 15 minuti), frulliamo col frullatore a immersione, elimimando precedentemente la stecca di vaniglia.
Potete scegliere se eliminare o no le bucce; tutto dipende da quando volete rendere agrumata la vostra confettura.
Aggiungiamo il succo di limone e continuiamo a cuocere per arrivare alla consistenza desiderata.
Riempiamo i vasetti (sterilizzati), e li poniamo a testa in giù fino a quando sono completamente freddi, rigiriamo e controlliamo che non abbiamo perso il vuoto (il tappo non deve fare clik-clak)... Se così è stato riporli in frigorifero e consumare a breve; poco male !



sabato 7 febbraio 2015

MONOPORZIONI? SI GRAZIE!

Ciao a tutti,
non so come sono stati da voi questi giorni... Per noi davvero impegnativi...
E' caduta tanta tanta neve in poco tempo e ci ha costretti a casa (cosa che non mi dispiace del tutto se non fosse per gli animali da accudire e cibare al rifugio) e senza elettricità.
 Io sono mooolto fortunata poichè scaldo la casa con vecchie stufe a legna e questo ci ha consentito di potere avere una temperatura vivibile e, in più, mio padre possiede un generatore e questo ci ha garantito elettricità limitata per qualche ora del giorno.

E' incredibile quando questi mezzi primari ci vengono tolti come ci troviamo spaesati e spaventati, il mio pensiero è andato a tutte le persone che erano isolate al freddo con a casa bambini o cuccioli che dir si voglia, malati, anziani, convalescenti ... E così sono rimasti per più di un giorno (notte/notti comprese).
Qui a casa abbiamo spalato tanto e faticato davvero per muoverci (anche solo portare giù i cani a fare pipì e due passeti era complicato), ma abbiamo anche colto l'occasione nel lato positivo ... Riscoprendo tempi meno serrati, la luce delle candele e la manualità delle operazioni casalinghe e tante altre cose che si perdono nella routine di tutti i giorni.

Scusate il sunto di questi giorni, ma ci tenevo... Ora arrivo al senso più o meno logico del post di oggi.

Penso sia davvero utile tenere del congelatore piccole porzioncine (poi quanto piccole dipende dal numero del nucleo famigliare ^-^), di prodotti già "pronti" utilizzabili quando si è di corsa o comunque sia un modo utile di conservare porzionando (e utilizzare nel tempo) grandi quantità di alimenti.



In questo caso io avevo il latte di cocco.
 Lo conoscete? E' meraviglioso in cucina... Sia nei dolci sia nei piatti salati dal sapore orientale.
In commercio esistono scatolette abbastanza grandi e una volta aperte si hanno pochi giorni per consumarle così possiamo congelarle in piccoli contenitori o meglio ancora stampini come per esempio quelli per fare i ghiaccioli, una volta congelati (basta qualche ora) riporre in pratici sacchetti nel congelatore..

Stessa cosa può valere per sughi o salse, passata di pomodoro, brodi vegetali, ecc...
 Al momento giusto si piglia un cubettino dal freezer e lo si cucina come meglio ci pare. Comodo eh?!


giovedì 4 dicembre 2014

MARMELLATA GOLOSA PERE E CACAO

Buonasera a tutti.

Andiamo dritti al sodo. Lo ammetto adoro il cioccolato.

marmellata pere e cacao fatta in casa
Questa è una crema spalmabile (in realtà una semplicissima marmellata di pere con aggiunta di cacao) che ci permetterà di gustarci il sapore del cioccolato senza troppi sensi di colpa.

Questo è il metodo che utilizzo io:

Occorrente:
- vasi di vetro con capsula per il sottovuoto (quella che fà clik clak) di riciclo

- 1 kg di pere mature (perfette quelle tutte ammaccate che sia dal fruttivendolo che al super sono a meno di metà prezzo)
- 300 gr di zucchero di canna integrale
- Limone (succo)
- Cacao amaro

Sterilizzazione dei vasi
(cosa che ho iniziato a fare da qualche mese .. Prima facevo marmellate senza sterilizzare e non è mai successo nulla... Ma meglio essere un pò più precisi)

Metto in una grande pentola i barattoli ben lavati senza il tappo, pieni di acqua foderando la pentola e i vasi stessi tra loro con canovacci, riempo poi la pentola con acqua sommergendoli, aggiungo anche i coperchi.
Porto a bollore il pentolone, calo la fiamma e faccio sobbollire per 20- 30 minuti. Spengo il fuoco.

Ora appena possibile estraggo i vasi e i coperchi, li posiziono nel forno (ben sgocciolati) al minimo per altri 20- 30 minuti ... Sino a che saranno ben asciutti.
Di solito durante quest'ultima operazione preparo la marmellata che ci mette esattamente 20-30 mnuti a cuocersi, così le due fasi coincidono e posso imbararattolare la mia confettura.

Preparazione della marmellata
marmellata pere e cacao fatta in casa
Taglio a pezzetti le pere (tolgo la parte centrale ma non la buccia), aggiungo lo zucchero e mescolo. Metto tutto in una pentola e a fiamma vivace faccio sciogliere, dopo 5-10 minuti frullo con il frullatore a immersione frantumando i pezzi di pera in modo che il tempo di cottura si riduca.
Lascio cuocere un altro pò...
Prima della fine cottura (circa 5 minuti prima) aggiungo il succo di un limone.
Quando la marmellata sarà densa spengo il fornello e aggiungo il cacao. Per verificarla mettetene un cucchiaino su un piatto e fate raffreddare. Avrete idea della densità che raggiungerà una volta pronta.
Ora trasferisco la marmellata nei vasi, avendo cura di lasciare libero circa un centimetro o poco più dal bordo. Chiudo bene col tappo e metto sottosopra.

I vasi vanno girati quando sono freddi. Se qualche capsula non ha preso il vuoto riporla in frigo e consumare entro qualche giorno.

La marmellata ottenuta dura circa 6 mesi, in teoria se il rapporto di frutta zucchero viene portato 2:1 (500 gr di zucchero 1kg di frutta) il vostro preparato durerà 12 mesi.
Io personalmente non amo confetture troppo dolci e mi trovo bene così,

a volte calo anche leggermente lo zucchero.



sabato 11 agosto 2012

YOGURT DI SOIA AUTOPRODOTO

yogurt di soia fai da te fatto in casa
ciao a tutti
Rieccomi! Scasate l'assenza ma tra lavoro, caldo e vari recuperi di bestiole ... 24 ore al giorno non bastano più .. Non vedo l'ora di terminare la stagione lavorativa e ricominciare a respirare.

Oggi vi dico tutto quello che ho imparato sullo yogurt di soia. Ringrazio tantissimo Isabella e Edera per i loro preziosissimi consigli, grazie ai quali ora mangerò più yogurt, contribuirò a far meno inquinamento e mi dissanguerò di meno il portafoglio ! Non sono ancora riuscita a farlo con latte di soia autoprodotto ... Ma sono soddisfatta per ora!

(Notare la foto, Lilly fà finta di guardare fuori per controllare la casa .. Ma in realtà vuole lo yogurt!)

Ci serve

- 1 litro di latte tra le seguenti marche* ( la finestra sul cielo; del discount Eurospin; del discount LD ; alpro e provamel)
- 1 vasetto di yogurt bianco naturale (io ho provato solo soya sun e provamel.  NO VALSOIA*)

- La yogurtiera. Ho letto che si può fare anche con l'ausilio di un  semplice thermos, ma visto che la yogurtiera costa all'incirca 10 euro ... è un investimento fattibile ... Che se amate lo yogurt si ripaga in pochissimo tempo. O altrimenti iscrivetevi su zerorelativo e cercate di averla in cambio di altro (ce ne sono diverse).

- termometro da cucina. Io ho fatto la "prova dito" ed è venuto, quindi posso dire non sia indispensabile.

- Coperte calde (anche vecchie sciarpe)


Innanzi tutto tiro fuori dal frigo lo yogurt un oretta prima della preparazione.
 Metto a scaldare in un pentolino il latte (fuoco basso basso) e aggiungo lo yogurt, mescolo con la frusta sino a che non si sarà sciolto ...
Ogni tanto immergo il dito e quando sento che scotta spengo. Attenzione perchè se non è ben caldo non viene ... Io l'ultima volta non l'ho scaldato bene ed è rimasto liquido ... :/
Sino a che non diventa caldo continuare a mescolare per diffondere il calore uniformemente. Ho spiegato male ma spero si sia capito perchè non mi viene in mente un altro modo per esprimermi, al massimo lasciatemi un commento e io cercherò di farmi capire meglio ^_^ .
Ovviamente se avete un termometro è più semplice, la temperatura è 40 °C .

Travaso il liquido nei vasettini e li dispongo senza coperchio sulla base della yogurtiera, copro con il coperchio,lo avvolgo con le coperte e aspetto 8/10 ore.
Lo faccio la sera di solito così al mattino con entusiasmo vado a scoprire se è venuto ...

Io (casinista come sono) ho perso quasi tutti i vasetti originali della yogurtiera perchè è stata per parecchio tempo inutilizzata così ne ho usati altri... Però la yogurtiera non si chiudeva bene perchè sono più alti ... Così ho risolto con due giri di pellicola da cucina per isolare la macchina durante la fermentazione (ve lo dico così se si rompe un vasetto potete fare così anche voi).


Non sò esattamente quanto si conserva in frigo perchè a noi più di 4 giorni non dura ^-^
Come "starter" potrete utilizzare ora un vasetto del vostro yogurt autoprodotto per 4-5 volte, poi dovrete ricomprarne uno.

Io lo adoro con un cucchiaino di malto, nocciole tritate e cioccolato fondente a scaglie, slurp!


Se avete dritte  o consigli scrivetemi pure!



* Mi spiace per la pubblcità ma io ho provato tante marche inutilmente ... Mi hanno fornito queste tutte provate e riuscite (ovviamente ognuna ha un sapore e una consistenza leggermene diversa) e così penso possa essere utile, o per lo meno per me lo è stato.
Per quanto riguarda Valsoia è riportato in parecchi siti che con quello proprio non viene .

venerdì 25 maggio 2012

SCIROPPO DI ROSE

sciroppo di rose fatto in casaCiao a tutti
Ho un milione di cose da fare e il blog spesso viene un pò trascurato ... Vorrei scrivere di più ... Ma proprio non ce la faccio :/ Spero verranno tempi più tranquilli e sereni.

Oggi voglio farvi vedere come ho fatto lo sciroppo di rose (procedimento praticamente identico allo sciroppo di tarassaco). Dopo la marmellata di rose (dello scorso post) e l'acqua di rose oggi tocca a questo.

- 100gr (o anche di più) di rose lavate velocemente. Mi raccomando non usate rose a cui siano stati somministrati concimi o pesticidi chimici da almeno due anni.
Non importa di che colore siano, l'importante è che siano profumate (per esempio le rose che fioriscono solo a maggio e giugno sono ideali)

- 500ml d'acqua

- 500 gr di zucchero di canna

- 1 limone naturale

Mettete l'acqua sul fuoco con il limone tagliato a pezzi e aspettate che prenda bollore,poi spegnete il fornello. Metteteci dentro le rose strappate grossolanamente con le mani. Io avevo in casa delle bacche di rosa canina e ho aggiunto anche quelle. Coprire e lasciar riposare almeno 12/24 ore.
Filtrate (avendo cura di schiacciare bene i petali poichè tutto il succo esca), mettere di nuovo sul fuoco, aggiungete lo zucchero ... E aspettate la magia.
Anche qui il tempo dipende da quanto denso volete lo sciroppo (approssimativamente ci può mettere dai15 ai 40 minuti)...

Ecco pronto! Spero vi sia stato utile ...
Mettetelo in frigo oppure sotto vuoto come si fà per le marmellate