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venerdì 13 settembre 2019

INTERVIST-ETICHE : ISABELLA (COTTO AL VAPORE)


cotto al vapore alimentazione vegan
Ciao a tutti,

Oggi ho il piacere di pubblicare qualche punto di vista (stimolato da alcune domande) di Isabella Elise Siciliano di Cotto al vapore. Un'altra bellissima intervist-etica.
Isabella è una donna che fin da subito mi ha ispirata a fare e sopratutto a non fermarmi alle etichette o alle risposte facili. Spero apra anche a tutti voi nuovi modi di vedere e affrontare le scelte di tutti i giorni. Nessuno di noi è perfetto e non potremo mai esserlo ma cercare di migliorarsi è sempre possibile.
Se siete curiosi di sapere di più visitate il suo blog, o scrivetele ... gentile e disponibile come è stata con me lo sarà anche con voi

Come sei diventata vegetariana poi vegana? come si è evoluta la tua alimentazione sino a oggi?

Ciao! Innanzitutto grazie per avermi invitata “ospite” del tuo blog! Io ho sempre adorato gli animali e la natura, da che ho ricordi. Sono diventata vegetariana nel 1994 a 14 anni. Volevo esserlo anche prima, ma i miei genitori non sapevano come gestire la cosa e mi imposero pesce e pollame per un po’ di tempo.
E’ stato solo nel 2007, quando è nato il mio primo figlio, che ho cominciato a studiare Nutrizione ed ho realizzato che potevo evitare anche i derivati per vivere in salute, decidendo così di passare ad una alimentazione prevalentemente vegetale.
Con gli studi ed il tempo la mia alimentazione è diventata più sana e attenta anche all’impatto ambientale.
Seguo uno stile di vita vegan poiché cerco di non utilizzare nulla di origine animale anche al di fuori del contesto alimentare (non compro oggetti nuovi di lana o pelle ed evito cosmetici e prodotti per l’igiene testati su animali), ma non mi definisco vegan.
Non amo molto le etichette, che sono utili per non usare molti giri di parole, ma sono spesso limitanti e tendono a creare “barriere”. Non acquisto prodotti animali, ma mi capita di consumare derivati in alcune circostanze e credo che la realtà sia spesso più complicata di quanto le definizioni possano lasciare
intendere. Per esempio, nello specifico del mio contesto di vita, credo sia meno impattante sull’ambiente un miele di piccolissimo produttore della zona, rispetto a un malto di cereale coltivato intensivamente lontano da qui e poi trasformato e trasportato.

Che tipo di alimentazione segue la tua famiglia? Come cerchi di spiegare/avvicinare "gli altri" alla tua cultura alimentare? Come rapportarsi anche con i bambini che potrebbero non capire perchè hanno un alimentazione diversa dai compagni di scuola?

La mia famiglia in casa segue una alimentazione vegetale e integrale. Il più possibile scegliendo anche prodotti locali. I bambini in mensa seguono un menù vegetariano poiché quando hanno cominciato il percorso scolastico ho voluto che fosse loro la scelta sul tipo di menù.
Il fatto di non impormi è, per noi quantomeno, stato di grande aiuto nella gestione dei rapporti con i compagni e maestre, poiché entrambi i bimbi hanno sempre avuto ben chiare le loro motivazioni e sapevano quindi spiegarsi senza sforzo. 
Ora il mio bimbo grande è alle medie e per sua volontà vuole chiedere un menù completamente vegetale!
Non abbiamo mai avuto problemi con altri bimbi o genitori, ma io non vado in giro cercando di cambiare le altrui abitudini se non mi viene esplicitamente richiesto (e sì, lo ammetto, vorrei tantissimo poter far cambiare abitudini alimentari alle persone, ma mi sono semplicemente convinta del fatto che attaccare non funziona, pertanto mi limito a offrire un esempio e fare informazione se c’è uno spiraglio di dialogo sull’argomento).

 Cibi fermentati. Cosa sono e a cosa servono? E' facile autoprodurli in casa? Da cosa iniziare? Ci sono "regole" da rispettare?

I cibi fermentati sono divertentissimi! Io li amo perché sono quanto di più distante dal cibo industriale e omologato. Il cibo fermentato è vivo, mutevole ed i risultati in termini di gusto e consistenze sono sempre diversi!
Alcuni sono facilissimi da fare in casa, altri richiedono un po’ di pazienza e lavoro in più. Consiglio agli interessati di cercare il gruppo facebook Wild Fermentation Italia e di partire con qualche libro come traccia inspirazione (Sandor Katz è l’autore considerato guru sull’argomento).
La preparazione con cui consiglio di partire, a meno di essere in piena estate, sono i crauti. Ma anche la paste madre è un perfetto punto di partenza per prendere famigliarità con batteri e lieviti selvatici.

Hai dei consigli da dare per mettere nel carrello della spesa cibi che fanno bene alla nostra salute e sono il risultato di un lavoro senza sfruttamento (nè animale nè umano) non spendendo una follia, in modo che sia un'alimentazione del tutto sostenibile?

Il primo consiglio che mi viene in mente, sia dal punto di vista nutrizionale che ambientale,
sono i legumi! Riscoprire le infinite ricette (dall’antipasto al dolce, spaziando anche da un continente all’altro con ricette etniche) che si possono fare con ceci, lenticchie e fagioli vari.
Sono economici, non richiedono refrigerazione o imballaggi, migliorano il terreno di coltivazione
anziché impoverirlo. Sono sazianti, ricchi in fibre, minerali e antiossidanti.
Erano il cardine della vera alimentazione mediterranea e tutti dovremmo ridare loro il giusto spazio in
cucina, anche se non si desidera abbandonare del tutto i prodotti animali.
Anche riscoprire le erbe spontanee mangerecce, se si ha accesso a una campagna pulita. Ma serve un poco di esperienza e non si può improvvisare, mentre il fagiolo è veramente alla portata di tutti!
Con un poco di organizzazione la preparazione non è poi così lunga, ma voglio scriverlo subito: per chi crede davvero di non avere tempo di cucinare, vanno bene anche precotti, basta sceglierli nel vetro!

alimentazione vegetale integrale Cosa ne pensi dei movimenti di decrescita/ semplicità volontaria ? Come cerchi di ridurre l'impatto
ambientale nella vita quotidiana? Ci sono state delle scelte che sono state più difficili di quello che
credevi o viceversa?

Apprezzo molto i movimenti di semplicità volontaria, soprattutto quelli che stanno partendo tra i più
giovani, anche se spesso proprio il tema del cibo che scegliamo di portare in tavola è tra i meno discussi.
Nel mio quotidiano cerco di minimizzare l’impatto ambientale della famiglia coltivando (ovviamente
senza pesticidi o concimi di sintesi) quello che posso nell’orto di casa, autoproducendo qualcosa (pane, marmellate, yogurt di soia) e muovendoci a piedi per tutti gli spostamenti in paese.
Ci sono settori in cui trovo in effetti difficilissimo portare avanti una scelta etica ed ecologica, per
esempio il vestiario! Capi in materiali ecologici certificati, di produzione artigianale, sono difficili da
trovare e spesso con prezzi proibitivi. Giusti probabilmente, ma per noi che viviamo con poco pur sempre proibitivi. Vorrei riuscire a evitare le grandi catene, ma non riesco a farlo, in particolar modo per i bambini che crescono in fretta. Prendiamo usato tutto quello che troviamo, ma alcuni acquisti rimangono inevitabili.
Anche cercare di evitare del tutto gli imballaggi in plastica è qualcosa che non sono riuscita ad attuare:
non abbiamo negozio leggero nelle vicinanze, per cui ce la caviamo per quanto riguarda l’ortofrutta
acquistando direttamente dal produttore, alcune cereali e legumi li trovo online in confezioni di grande formato in carta, ma alcune cose le compro ancora imballate (scelgo imballi riciclabili, almeno).

Come è entrato lo yoga nella tua vita? E' una pratica che tutti possono svolgere ? Che benefici dà a
livello mentale e fisico?

Lo yoga mi ha sempre attratta, così come il buddhismo, a pelle. Con curiosità direi quasi scientifica.
Nel tempo avevo accumulato letture, tentativi poco riusciti di inserire una pratica quotidiana di
meditazione e qualche lezione di yoga. Ma non riuscivo a trovare la giusta energia per farne davvero una pratica.
Poi ho trovato uno stile di yoga, l’ashtanga yoga e forse soprattutto una insegnate, che mi hanno dato quel lavoro di disciplina e autocontrollo che mi serviva. Una routine, che richiede impegno e presenza.
Srotolare il tappetino è come aprire uno specchio sulla propria vita in quel momento: sono centrata o
distratta? Cerco il confronto con gli altri o meno? Il mio corpo è bloccato da qualche parte? E’ un
momento in cui essere nel qui e ora e osservare quel che succede (in noi, prevalentemente) nel tentativo di raggiungere o nello stare in una certa posizione. Così pian piano imparo a resistere anche quando vorrei mollare, a respirare quando verrebbe da irrigidirsi, a lasciar andare quando contraggo. Insomma, è un lavoro sul corpo fisico che consente di trasporre quanto imparato sul piano mentale. O quantomeno di provarci!
Io sono convinta possa essere estremamente benefico per tutti, ma come per tutte le cose belle della vita, serve dedizione.

Cosa ne pensi della produzione e dell'utilizzo del miele?

Eh, argomento miele è uno di quelli in cui per me c'è una differenza abissale tra industria e persona con un paio di arnie per passione/favorire impollinazione.
C'è tutta una branca di apicoltura naturale che prevede per esempio di non togliere tutto il miele sostituendolo con zucchero, ma preleva solo l'eccedenza rispetto a quello che serve per passare l'inverno. Ho diversi amici che si occupano di api e che per esempio mai e poi mai hanno tolto le ali alla regina. 
Ovviamente mi dicono che può capitare -sebbene raro facendo attenzione- l'ape che punge e quindi muore, ma davvero non vedo come una monocoltura di riso o mai o orzo per fare il malto possa comportare la morte di meno insetti...
Mi piace anche l'idea che nelle campagne, dove è diffuso il piccolo allevamento di api, si fa attenzione a non usare pesticidi.
Forse se abitassi in piena pianura e conoscessi produttori piccoli di cereali che fanno produzione artigianale di malto, la mia scelta cadrebbe sui loro prodotti! Ma per me è più km0 e meno lavorato e trasportato altro. Credo davvero che a volte dipenda...
Del resto è un consumo del tutto marginale nell'alimentazione, non è un alimento di base!
Se,invece,  abitassi in città e dovessi scegliere un prodotto in supermercato o naturasì prenderei il malto!
Insomma, è complesso

Quale è la tua posizione sull'integrazione della vitamina b12 in un alimentazione vegetale?
Io sono per l'integrazione di b12, specialmente nei bambini.
Ora dirò una cosa che può sembrare buffa, ma è la pura verità: animali del tutto vegan sono ben rari. Immaginate un ruminante che bruca l’erba di un prato: forse scarta formiche, bruchi, parti sporche di terra? Un primate, apre la frutta per controllare che non contenga ospiti?
Certo che no.
La verità è che la questione è talmente lapalissiana che non serve nemmeno spenderci sopra troppe parole.
Nel mondo moderno è possibile raggiungere un grado di “purezza” nella scelta di nutrirsi esclusivamente a base di alimenti vegetali che era impensabile in “natura”. Ed a questo fatto aggiungiamo anche la “purezza” raggiunta intesa come condizioni igieniche, degli alimenti, ma anche -più tristemente- dei terreni.
Può non essere divertente sottolinearlo, ma -ancora una volta- è la semplice verità: i primati e molti altri animali consumano le proprie feci più che volentieri e molti popoli hanno concimato e concimano le proprie coltivazioni con feci umane. E sì che il nostro colon è in effetti ricco di batteri produttori di B12.
Solo che questa viene assorbita prima lungo il tratto intestinale e necessita -per essere “catturata” e assorbita, di essere legata ad una glicoproteina prodotta nello stomaco, il fattore intrinseco.
Non è questione di avercela o meno con gli integratori o di credere nel complotto medico per boicottare l’alimentazione vegetale.
E’ questione di natura e di vita innaturale.
Ora io, avendo fatto anche delle scelte etiche, preferisco acquistare un integratore naturale (B12 prodotta da ceppi batterici selezionati su melassa, un po' come avviene con il lievito alimentare in scaglie, ma con ceppi produttori di b12, che viene poi "isolata"), che non è nemmeno un “farmaco” e quindi non finanzia vivisezione, piuttosto che assumerla tramite lo sfruttamento di animali.

venerdì 9 agosto 2019

INTERVIST-ETICHE : NATURALMENTE STEFY


Ciao a tutti!
E' con enorme piacere che oggi apro una sezione nuova del blog: le intervis-etiche. Ci sono molte persone che stimo per le loro scelte e per i messaggi che portano avanti con parole e soprattutto fatti. Ho avuto la fortuna con una semplice mail di poter porre qualche domanda ad alcuni di loro.
stefania rossini, naturalmente stefy
Oggi partiamo con Stefania Rossini. Nel caso abbia bisogno di una presentazione voglio introdurvi un attimo nel suo mondo.

A me la sua storia è arrivata alle orecchie (o meglio allo schermo del pc), ormai diversi anni fà, con il suo "vivere con 5 euro al giorno" e considerato che non era un adolescente a casa con i genitori ma una madre di famiglia con marito e tre figli piccoli sono un pò sobbalzata sulla sedia. Soli 5 euro al giorno in 5 persone (ovviamente salvo bollette e simili) ?
Ho letto i suoi scritti sul blog, visto alcune interviste .. Questa donna delle campagne bresciane così forte e sicura che con una delicatezza e serenità incredibile parlava del suo stile di vita, della sua situazione economica e condivideva (tramite web e poi tramite i libri che ha scritto... ormai ben sette) le sue nozioni:  dalla cucina, alla cosmetica, alla detergenza, al riciclo... Un pò per tutti i gusti e tutte le necessità.

Queste sono le domande che le ho posto ... Se avete qualcosa da chiederle credo non si tirerà indietro e sarà felice di condividere il suo sapere con voi :) Ma siate gentili prima di chiederle spulciate sul suo sito magari le risposte sono già li : http://www.naturalmentestefy.it

Quali sono i tuoi consigli per gestire al meglio le spese di una famiglia (alimentari, utenze e
quant'altro)? Come far combaciare un prodotto di qualità con un prezzo favorevole?

Di consigli per fare quadrare i conti sono infiniti, direi primo su tutto è monitorare le spese per almeno sei mesi, può sembrare monotono e uno spreco di tempo ma è stata la prima azione per comprendere dove finivano i soldi, per cosa e se era davvero necessario un acquisto oppure no, e per capire cosa potere ridurre e stare attenti. Tenere un quaderno apposito dove segnare le spese e accumulare scontrini, alla fine di ogni mese tirare le somme e valutare, solo cosi potremmo trovare strategie su come risparmiare, es. se la spese per la benzina è notevole, cercare di evitare viaggi inutili e accumulare la spesa o le varie commissioni in una giornata facendo un percorso strategico che permette di ridurre il consumo del carburante, ogni gesto seppur piccolo fa una grande differenza per il nostro portafoglio e per il pianeta stesso. Onestamente la mia domanda non è come fare combaciare un prodotto di qualità ad un prezzo favorevole ma bensì quel prodotto mi è davvero necessario? Se si allora posso autoprodurmelo? Ricordiamoci sempre che il marketing ci ha reso schiavi di prodotti completamente inutili …

Quando hai cominciato ad autoprodurre? Da cosa consigli di iniziare?
 Cosa si è dimostrato più soddisfacente negli anni?
Cosa,invece, dici sia preferibile comprare o comunque rivolgersi a professionisti?

Ho iniziato ad autoprodurre circa 10 anni fa, con il pane, da li mi sono chiesto che tipo di 
farina acquistare e che tipo di lievito utilizzare, poi il sapone, detersivi cosmesi… 
e la catena non è più finita… Al momento non mi auto produco il detersivo per piatti 
e lo shampoo li acquisto in taniche da 5 litri cosi riduco le spese di trasporto e la plastica.

Cosa ne pensi di gruppi di scambio, banche del tempo e progetti simili. Come riuscire a far parte di queste realtà?

Questi gruppi sono eccezionali anche i GAS gruppi di acquisto solidale. Sono tutte realtà magnifiche, unica cosa calibrare bene se ogni volta ne vale davvero la pena, io per esempio che abito in una frazione di un paese della bassa bresciana lontano dalle grandi città alcune cose non mi vale la pena nemmeno iniziarle, lo spostamento mi vanificherebbe ogni cosa, in questo caso abitare in città ha molti più vantaggi rispetto alla campagna, tuttavia se organizzati bene con lo spirito giusto sono belle iniziative.

Casa. Comprare o  stare in affitto? Se si decide di comprare o ristrutturare che consigli puoi dare dalla tua esperienza? Quali sono le dritte per utilizzare materiali ecologici e duraturi senza prendere fregature? A cosa fare attenzione?

Che dire, io ho optato per fare un mutuo gigante che ora mi costringe ad essere in una prigione dorata, tuttavia se avessi pagato un affitto sarei nelle stesse condizioni ma alla fine della storia nulla sarebbe mio, mentre con il mutuo resta almeno qualcosa ai miei figli. Queste domande sono davvero molto grandi, dipende da troppi fattori e ci si addentra in un mondo gigantesco … I materiali di bioedilizia costano davvero molto, certo valgono molto, nel tempo si ripagano e anche in poco tempo ma inizialmente sono spese gigantesche e si trovano ancora poche persone davvero competenti, se si riesce a fare quasi tutto da sé sarebbe l’ideale ma non tutti sappiamo fare questo tipo di attività, oltretutto adesso c’è un business pauroso e bisognerebbe studiarsi le schede tecniche oppure affidarsi a seri professionisti sperando sappiano il fatto loro, di fatto purtroppo ci vogliono tanti soldi e tanta competenza, una casa bio però poi si vede, sente e percepisce, in poco tempo di riscalda e si raffredda, salubrità degli ambienti, inquinamento indoor, tante tante cose …

L'orto familiare. Quali culture trovi più semplici? Che tecniche di agricoltura applichi sul tuo terreno ? Utilizzi fertilizzanti o compost?

L’orto, per me che ho scelto di abitare in campagna è fondamentale, partire già dalla piantina è la maniera più veloce e semplice per fare l’orto ed incorrere a meno fallimenti, vero anche che poche volte si trovano piantine e bio e a costi onesti. Io personalmente non applico tecniche particolari anche se ne ho studiate molte e tutte belle e vicine alla natura, faccio la pacciamatura con lo sfalcio del giardino, cerco di fare un po’ di associazioni, non vango poi per il resto vado a sentimento e faccio quando ho tempo .

stefania rossini, naturalmente stefy
Come insegni ai tuoi figli il rispetto delle cose? In quest'epoca di continuo comprare e usa e getta come vivono loro la differenza della vita più semplice in famiglia rapportata a quella di amici e compagni di scuola a volte con altri principi? Come crescere un bambino vegetariano o vegano  in modo sereno senza farlo sentire escluso dagli altri?


Il rispetto si insegna con l’esempio, resta il fatto poi che i bambini devono scontrarsi con una società che è ben diversa da quello che facciamo in casa. L’usa e getta cerchiamo di utilizzarlo il meno possibile, cerco di spiegare, raccontare e consapevolizzare, ma poi saranno loro a creare la loro vita esattamente come ai tempi ho fatto io. Certo è che per loro è dannatamente pesante vedere i duo mondi ed esserne in mezzo, si sentono diversi inevitabile e quindi spesso chiedono le stesse cose che la società richiede per non sentirsi gli sfigati di turno, ed io concedo loro cose che sono anche contro il mio credo perché ritengo che un’imposizione forzata faccia esattamente l’effetto opposto del bene dell’intento iniziale, il mio obiettivo è fare vedere loro le tante strade che la vita ci dona a loro la scelta di quale scegliere e la consapevolezza che possono cambiare strada ogni volta che loro ne sentono la necessità.

Pensi sia possibile oggi inventarsi una professione che ci gratifichi e riesca a farci "sbarcare il lunario"? 
Troppo spesso molte persone si sentono incatenate alle otto ore in fabbrica o ufficio,rischiando di trasformare buona parte della propria vita in un inferno. 

Penso sia difficilissimo, io stessa lotto ogni mese per riuscire ad arrivare alla fine del mese, mi sono inventata di tutto e di più e non sempre le cose vanno secondo i piani, sarebbe bello potere avere un part time e l’altra metà della giornata inventarsi la vita …

Internet è certamente un modo per cercare informazioni e contatti molto potente.
Come usarlo al meglio? Come evitare di reperire dati sbagliati, obsoleti o guidati da uno sponsor? Il web ti ha insegnato molte cose di cui non sapevi niente e oggi sai? 

Il web è stato il mio maestro, insieme però al dubbio e alla curiosità. 
Quando ho iniziato ad autoprodurre cose non c’erano tutte le info di ora, adesso è diventata anche una moda, allora eravamo in pochissime, il vero problema era come adesso capire se sia fattibile una determinata ricette oppure no..Io consiglio di comprendere se dietro lì informazione che stiamo leggendo ci siano persone serie e sane e non una piattaforma che a suon di articoli scopiazzati per pochi euro cerchi entrate per fare aumentare la loro rete di guadagni tramite le pubblicità. Cercare di capire se chi scrive ha fatto oppure teorizza solo, se condivide la propria esperienza oppure scopiazza in altri luoghi, insomma è un mondo difficile e pieno di insidie anche questo.